COMUNICATO STAMPA UFFICIALE ANARPE NAZIONALE — 2 novembre 2026
ANARPE: il prezzo di un libro non può essere deciso per legge ignorando il valore del lavoro, dei contenuti e delle professionalità che lo rendono possibile.
ANARPE esprime la propria ferma e totale contrarietà alla disposizione contenuta nell’articolo 105 del disegno di legge di Bilancio, che imporrebbe agli editori di rendere disponibili i libri di testo in formato digitale stampabile al 50% del prezzo di copertina della corrispondente edizione cartacea.
Una misura che riteniamo profondamente sbagliata, ingiustificata e potenzialmente devastante per l’equilibrio economico e professionale dell’intero comparto editoriale.
Siamo di fronte a un intervento legislativo che pretende di stabilire per decreto il valore di un prodotto editoriale, senza conoscere, o peggio senza voler considerare, i costi reali che stanno dietro alla sua realizzazione.
Un libro non è semplicemente carta, stampa e rilegatura. È progettazione didattica, ricerca, competenza scientifica, scrittura, illustrazione, aggiornamento continuo, redazione, diritti d’autore, produzione di contenuti digitali e investimenti tecnologici.
Pensare che una versione digitale debba costare automaticamente la metà di quella cartacea significa ignorare deliberatamente tutto questo lavoro e svilire il valore dell’opera intellettuale.
Ma c’è un aspetto che non può essere sottovalutato: questa disposizione non colpisce soltanto gli editori. Colpisce tutta la filiera del libro.
Colpisce gli autori, che vedono messo in discussione il giusto riconoscimento economico del proprio lavoro; colpisce gli editori, costretti a subire una politica commerciale imposta per legge; colpisce le librerie e le strutture distributive; e colpisce anche la rete dei promotori editoriali, professionisti che ogni giorno contribuiscono alla diffusione dei cataloghi, alla conoscenza delle opere e al rapporto tra editoria e mondo della scuola.
Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre e soltanto a chi lavora nel settore editoriale, pretendendo contemporaneamente di garantire qualità, innovazione e sostenibilità.
ANARPE condivide pienamente l’esigenza di rendere i libri scolastici economicamente più accessibili alle famiglie. È un obiettivo legittimo e necessario. Ma non si può perseguirlo scaricando i costi su un’intera categoria produttiva, né introducendo provvedimenti improvvisati che rischiano di produrre effetti opposti a quelli dichiarati.
La possibilità di stampare integralmente il libro digitale, autonomamente o presso copisterie, rischia inoltre di vanificare il risparmio promesso a causa dei costi di stampa, rendendo al contempo difficile verificare l’effettivo rispetto dell’uso personale e tutelare adeguatamente i diritti d’autore.
Se il legislatore intende intervenire sul costo dei libri, lo faccia attraverso strumenti seri, sostenibili e condivisi con tutte le componenti della filiera, a partire da chi il libro lo progetta, lo realizza, lo distribuisce e lo promuove.
Non accettiamo che il risparmio delle famiglie venga utilizzato come giustificazione per imporre una svalutazione generalizzata del prodotto editoriale e del lavoro che lo accompagna.
ANARPE CHIEDE LA CANCELLAZIONE DELLA DISPOSIZIONE DALL’ARTICOLO 105 DEL DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO.
ANARPE unica associazione di categoria dei Promotori Editoriali chiede inoltre l’apertura immediata di un confronto con il Governo e con il Ministero competente, coinvolgendo tutte le rappresentanze della filiera editoriale.
Non è più tempo di decisioni calate dall’alto, prese senza ascoltare chi opera quotidianamente in questo mercato.
La scuola ha bisogno di libri di qualità, di editoria indipendente e solida, di innovazione e di professionalità. Non di provvedimenti che rischiano di impoverire progressivamente il patrimonio editoriale italiano.
Il libro non è una merce qualsiasi. La cultura non può essere svalutata per legge. E il lavoro di chi la produce e la porta nelle scuole merita rispetto, non penalizzazioni.
ANARPE continuerà a battersi, insieme alle altre rappresentanze del settore, affinché questa disposizione venga ritirata e affinché il futuro dell’editoria scolastica venga costruito attraverso il dialogo, la responsabilità e il rispetto di tutta la filiera.
ANARPE – Associazione Nazionale Agenti Rappresentanti e Promotori Editoriali
Firenze, 02-11-2026
Il Presidente Nazionale
Vincenzo Calò
