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VARIAZIONE DI CLAUSOLE NEL CORSO DEL RAPPORTO PER DECISIONE UNILATERALE DELLA PREPONENTE.

VARIAZIONE DI CLAUSOLE NEL CORSO DEL RAPPORTO PER DECISIONE UNILATERALE DELLA PREPONENTE.

CONDIZIONI DI LEGITTIMITA’

 Con una recente sentenza del luglio 2015 la Suprema Corte ha posto un limite alla possibilità che l’A.E.C. del 2002 ha concesso alle aziende di ridurre unilateralmente  le condizioni economiche di contratto e quindi anche il portafoglio clienti dell’agente.

Così recita quella norma:  “…. Le variazioni di zona  ( territorio, clientela, prodotti, ) e della misura delle provvigioni, esclusi i casi di lieve entità (….) possono essere realizzate previa comunicazione scritta all’agente da darsi almeno due mesi prima ( ovvero quattro mesi per gli agenti impegnati ad esercitare la propria attività esclusivamente  per una sola ditta ), salvo accordo scritto tra le parti per  una diversa  decorrenza.

Qualora queste variazioni siano di entità tale da modificare sensibilmente il contenuto economico del rapporto ( di oltre il 20%-n.d.r. ) il preavviso scritto non potrà essere inferiore  a quello previsto per la risoluzione del rapporto.

Qualora l’agente comunichi, entro 30 gg., di non accettare le variazioni che modifichino sensibilmente il contenuto economico del rapporto, la comunicazione del preponente costituirà preavviso per la cessazione del rapporto di agenzia, ad iniziativa della casa mandante.

Nel caso esaminato dalla sentenza la variazione superava largamente l’aliquota prevista ed era stata rifiutata formalmente dall’agente.

Ciò malgrado, pur trattandosi di una riduzione consentita dalla clausola collettiva, e successivamente  di una comunicazione di recesso con preavviso, visto il rifiuto dell’agente, essa è stata considerata dal Giudice di entità tale “ da risultare contraria ai principi di correttezza e buona fede di cui agli art. 1175 e 1375 cc. astrattamente applicabili  pure a fronte dell’esercizio di diritti potestativi ( cfr. Cass. N. 9924/09)”.

Una tale clausola, se applicata anche a variazioni manifestamente        eccessive e tali da essere inaccettabili, altera la causa stessa del contratto di agenzia, e pone l’agente nell’oggettiva impossibilità di proseguire il rapporto anche se solo in via provvisoria.

In definitiva,  ha affermato la Corte,   si verrebbe a creare una situazione che, di fatto, maschera una risoluzione del rapporto sotto la  forma apparente di una variazione del portafoglio cliente. Un vero e proprio abuso di diritto.

 

Bologna li 28 aprile 2016                                                Studio Legale Potitò

  

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