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L’ANARPE AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2016: PARTECIPAZIONE ASSEMBLEA ALI REVISIONE LEGGE SUL LIBRO

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L’ANARPE AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2016

PARTECIPAZIONE ASSEMBLEA ALI

REVISIONE LEGGE SUL LIBRO

Anche questo anno Anarpe è stata invitata a partecipare all’assemblea nazionale di Ali, svoltasi il 14 maggio al Salone del Libro. Il messaggio del Presidente Galla quest’anno è stato un invito: quello di creare una consulta permanente degli operatori del libro. I lavori assembleari Ali sono stati aperti col convegno pubblico dal titolo “Regolamentare per crescere: come e perché oggi è necessario rivedere la legislazione sul prezzo dei libri”.  Finalmente anche Ali si sta muovendo nella direzione che da anni Anarpe indica: quella della necessaria modifica della Legge Levi.  Al tavolo dei relatori, oltre al Presidente Ali Alberto Galla, erano presenti le On.li Piccoli Nardelli e Zampa, il Presidente AIE Federico Motta e il Presidente SIL Cristina Giussani.  Galla, convinto che sia necessario rivedere la legislazione sul prezzo dei libri, ha tenuto il discorso iniziale. “Quest’anno – dice Galla – vogliamo tornare a parlare di legge sul prezzo dei libri, per una serie di ragioni che cercheremo di spiegare nel corso di questa relazione e attraverso i contributi dei vari interventi. Ora, per entrare nel vivo del tema del convegno devo raccontarvi che cosa abbiamo fatto in questo ultimo anno e perché oggi ci troviamo qui, in questa sede, a condividere l’esigenza di una revisione della legge sul prezzo del libro attualmente vigente in Italia dal 2011 e che porta il nome del suo primo firmatario l’onorevole Ricky Levi, presente in sala. Il 2015 è stato identificato come l’anno della fine della cosiddetta tempesta perfetta del nostro mercato. L’anno scorso qu parlavamo della riscossa delle librerie indipendenti e del territorio: in realtà pur essendo oggi confermati questi timidi segnali di inversione di tendenza non possiamo certo dire che sia tornato a splendere il sole. Le librerie italiane stanno subendo una lenta e continua metamorfosi, con molte chiusure e molte trasformazioni. E le librerie che con grande coraggio e notevoli sforzi riescono ancora a stare sul mercato sono comunque costantemente minacciate da operatori che con troppa disinvoltura infrangono regole non chiare e facilmente eludibili. Noi speriamo che tutti gli operatori della filiera abbiano la capacità di porsi in una logica di prospettiva e non guardino soltanto ai risultati di breve termine. Il nostro mercato, in uno scenario in cui le librerie, siano esse indipendenti o di catena, dovessero trovarsi nella condizione di veder ulteriormente ridotta la propria quota, sarebbe un mercato sempre più povero e squilibrato: vogliamo immaginare un mondo dove i libri si vendono prevalentemente on line e nelle strutture della Grande distribuzione organizzata, oppure dove tutti gli operatori, partendo da uguali punti di partenza, possano esprimere ciascuno le proprie potenzialità ed esaltare le varie peculiarità? Ecco perché parliamo della necessità di una profonda revisione della legge Levi, necessità che è stata peraltro sottolineata anche dal Ministro dei Beni Culturali Franceschini nel suo intervento a gennaio di quest’anno a Venezia a conclusione della scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri. Ed ecco perché su questo tema abbiamo lanciato un appello a tutti i librai italiani che ad oggi è stato sottoscritto da più di 700 librai, numero in costante crescita. E a latere di questo appello e unitariamente con il Sil abbiamo promosso un tavolo di lavoro con tutti gli operatori del retail librario e della distribuzione, nel quale prima ci siamo confrontati con i dati di mercato e con gli scenari del settore e poi abbiamo messo a punto un ordine del giorno sul tema della legge da discutere e sviluppare sia con gli editori sia tra di noi. Credo che questo tavolo rappresenti un’importante novità nel nostro settore, troppo spesso frammentato e diviso, ed è per questa ragione che annuncio qui la volontà di costituire una vera e propria Consulta permanente degli operatori del libro che potrebbe diventare il nucleo originario di un rassemblement unitario. Naturalmente dobbiamo superare ancora molte resistenze e molte tendenze al protagonismo, soprattutto da parte di piccole realtà territoriali, ma credo di poter affermare che la presenza qui, oggi, dei due sindacati che rappresentano il variegato mondo delle librerie, dell’associazione che rappresenta gli editori e praticamente di tutte le catene librarie sia un segnale molto positivo. Per tutto ciò devo rivolgere un particolare ringraziamento all’on. Flavia Piccoli Nardelli, presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati e all’onorevole Sandra Zampa che ci hanno sempre spronato a fare sistema e a proporci alla politica in modo il più possibile unitario. Questo nostro fronte compatto, va ricordato, ci ha permesso ancora una volta di scongiurare il pericolo dell’abrogazione della legge Levi, richiesto dalle più importanti aziende della Grande distribuzione organizzata, e di dare un adeguato contributo all’articolazione della legge Giordano/Zampa/Nardelli sul libro e la lettura. Anche a questo riguardo, quindi, è stato fatto un ulteriore piccolo passo in avanti, che unitamente al Piano Nazionale della lettura varato dal Cepell- del cui comitato scientifico facciamo parte- e alla rinnovata attenzione del Ministro Franceschini al nostro mondo e a quello delle biblioteche ci fa ben sperare sulla crescente attenzione delle istituzioni nei confronti del tema della promozione del libro e della lettura. Perché è ben chiaro a tutti che gran parte dei problemi del nostro mercato derivano dai livelli troppo bassi di lettura del nostro paese e di conseguenza le librerie, che per la verità già danno importanti contributi in questa direzione- il più delle volte in modo del tutto gratuito- devono comunque affiancare le istituzioni a costruire percorsi di promozione e di crescita, in particolare partendo dal mondo della scuola. Per questo motivo abbiamo aderito con entusiasmo all’edizione 2016 di #ioleggoperché che l’Associazione Italiana editori ha voluto quest’anno incentrare proprio sull’incremento, quando non addirittura sulla costituzione delle biblioteche scolastiche. Ci piace questa impostazione perché valorizza la centralità della libreria in questo processo, in un virtuoso meccanismo di collaborazione tra scuole, famiglie e librerie. Molta strada invero deve essere ancora fatta proprio sul tema dei rapporti commerciali tra librerie e biblioteche pubbliche, troppo condizionati da gare d’appalto che privilegiano quasi esclusivamente la migliore offerta economica senza tener conto della qualità del servizio che possono offrire le librerie. Per restare nel campo della pubblica amministrazione dobbiamo denunciare le modalità creative con le quali si sono sono mossi gli Enti Locali nella gestione delle cedole dei testi delle scuole primarie. Appalti, acquisti sul Mepa, cedole elettroniche hanno avuto l’unico effetto di escludere le librerie del territorio dal tradizionale rapporto con le famiglie, contribuendo ad aumentare le difficoltà in cui si dibattono. Dobbiamo ringraziare il vicepresidente del Sil Antonio Terzi, per essersi speso nel far passare un provvedimento della Regione Lombardia che mette un punto fermo su questa materia: è solo da replicare questo modello anche nelle altre regioni e su questo confidiamo nell’interessamento anche del sindaco Fassino nella sua veste di presidente dell’ANCI. Come dicevamo questi sono anni di grandi cambiamenti per il mondo delle librerie, non solo per l’avanzata delle vendite on line e lo sviluppo, peraltro ancora misurato, del digitale, ma anche per le concentrazioni che si sono delineate dal lato editoriale e distributivo. Da pochi giorni è diventata operativa l’acquisizione di RCS Libri da parte di Mondadori: molte nostre preoccupazioni hanno trovato risposte positive nelle indicazioni date dall’antitrust per autorizzare l’operazione. Tuttavia permane una certa inquietudine di fondo perché l’istruttoria dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha riguardato il mondo dei libri del mercato e non il settore Educational: speriamo quindi che il dialogo avviato con i vertici della Mondadori ci consenta di evitare alle librerie che rappresentiamo di veder ridurre ulteriormente i margini in un settore, quello appunto della scolastica, che in questi anni è diventato sempre meno profittevole. Anche a questo riguardo è da augurarsi che prevalga uno sguardo più di prospettiva che limitato al breve periodo e qui confidiamo nell’opera di mediazione dell’ Aie: più si deprime la libreria tradizionale e diffusa sul territorio, più si consegna il mercato all’on line e alla GDO, che tuttavia svolgono un servizio di diversa natura. Per questo insistiamo, per esempio, sull’eliminazione dei vincoli di zona e sollecitiamo una migliore qualità del servizio sulla disponibilità dei testi, sulla falsariga del mercato della varia. Prima di procedere nel dibattito oggetto del convegno consentitemi ancora qualche considerazione di carattere generale. Della scuola abbiamo già detto, sul mondo dei testi universitari dobbiamo stendere un velo pietoso, soffocato ormai è da un lato dal crimine della reprografia, dall’altro dall’avanzata, in questo settore più significativa, del digitale. Servirebbe una riflessione più approfondita da parte di tutti gli attori in gioco, non per mettere in discussione un’inevitabile e per certi versi doverosa evoluzione tecnologica, ma per renderla più armoniosa. Sul crimine invece non si discute: qui è necessaria un’azione più incisiva delle forze dell’ordine e un approccio più onesto anche da parte degli stessi insegnanti. Sul fronte della formazione, elemento essenziale per preparare i librai del futuro, quest’anno festeggiamo il decimo anno della nostra Scuola Librai Italiani, con un corso, partito da qualche mese, che per i contenuti e per la didattica ha molti elementi di novità, fino anche ad attività di e-learning. Colgo qui l’occasione per salutare gli allievi, che quest’anno sono raddoppiati rispetto al IX Corso, e che sono qui al Salone a vivere una entusiasmante esperienza dal di dentro lavorando negli stand di alcuni editori. È motivo di grande soddisfazione vedere ancora un così significativo interesse per questo nostro meraviglioso lavoro, unitamente alla speranza che una formazione d’ingresso così approfondita crei librai consapevoli e protagonisti del cambiamento. Nell’ambito associativo è proseguito il lavoro di riorganizzazione di alcune strutture territoriali, in particolare nel Nord e Centro Italia, con il rientro nell’ALI di una nutrita rappresentanza di librerie dell’Alto Adige. Abbiamo deciso di effettuare alcuni Consigli Nazionali aperti a tutti i librai del territorio, per rinsaldare il rapporto tra la base e la dirigenza e devo dire che abbiamo sempre colto molti spunti interessati, anche critici, che ci aiutano nel nostro lavoro quotidiano di rappresentanza della categoria. Lo scopo principale di questi incontri era ed è quello di far capire ai colleghi che la nostra associazione è fatta di librai e non di burocrati e che l’obiettivo è quello di mettere a sistema le migliori pratiche per essere uniti. Vorrei aggiungere e sottolineare che qui non stiamo parlando solo di una questione di sconti concedibili – alla francese, alla tedesca, all’italiana…- ma soprattutto di una chiarezza di regole su campagne e promozioni, che sono risultate il vero punto debole della Levi, e sulle diverse modalità di interpretazione delle medesime, queste sì molto all’italiana, oltre naturalmente ad efficaci azioni di controllo e contrasto al mancato rispetto. Abbiamo qui con noi due importanti esponenti della maggioranza governativa, una delle quali, l’on Sandra Zampa con la collega senatrice Francesca Puglisi, hanno già depositato un nuovo progettodi legge sul prezzo dei libri, e non possiamo perdere l’occasione per dar loro utili spunti per tradurre le nostre istanze in concrete azioni”.

Sono seguiti poi numerosi interventi, come Motta, presidente Aie, il quale ha detto che la costituzione di tavoli è necessaria ma non sufficiente, è necessario andare oltre, costituire forme organizzate attraverso logiche di appartenenza, che devono dare soluzione diverse e sensate.

E’ intervenuta poi Cristina Giussani, presidente Sic, che ha sottolineato l’importanza della promozione della lettura, in quanto nel nostro paese il vero problema è che la gente non prende più in mano un libro. Le librerie nel quartiere sono le uniche in grado di fare cultura.  Dello stesso parere il sindaco di Torino Fassino, intervenuto in qualità di presidente Anci, il quale ha affermato di avere in programma molti interventi a tutela di librerie e biblioteche, garanti nel quartiere di tessere una tela di vita culturale.

Ha preso poi la parola l’onorevole Nardelli, Presidente Commissione Cultura per la Camera, relatrice di una nuova proposta di legge al vaglio della Camera, che si pone, a superamento della legge Levi,  tre obiettivi: 1) la promozione della lettura; 2)aiuto alle librerie per superare la crisi; 3) incentivi fiscali.  La promozione della lettura con questa legge verrebbe promossa nelle carceri, negli ospedali, nelle scuole, favorendo anche le traduzioni all’estero, e attraverso diverse iniziative.

Chi volesse leggere la proposta di legge può cliccare sul seguente link

http://mediacoop.legacoop.coop/wp-content/uploads/2016/03/Legge-sul-libro-Pdl-Zampa-e-altri-3apr2016.pdf

 

E’ intervenuto anche Ricky Levi, a sostegno della legge che porta il suo nome, insistendo sul fatto che il ruolo della scontistica non influenza il prezzo.

Ufficio Stampa Anarpe


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