Gentili colleghi associati,

 in riferimento agli ultimi incontri avuti con il MIUR, vi riportiamo a seguire una breve sintesi delle nostre principali istanze trasmesse al Capo di Gabinetto del MIUR dott.ssa Sabrina Bono.

 

1 – l’impossibilità di iscrizione da parte dei propri associati all’applicazione web cartadeldocente.istruzione.it. Il problema nasce dal fatto che l’applicativo di registrazione prevede l’obbligatorietà del codice ATECO “476100 commercio di libri al dettaglio”, quale codice prevalente. I promotori editoriali hanno invece come codice ATECO prevalente 461812 “Agenti e rappresentanti di libri e altre pubblicazioni” oppure 46492 “Commercio all’ingrosso di libri” e solo come codice secondario il 476100 “commercio al dettaglio di libri”. Considerato che la nostra attività professionale si espleta in forma permanente ed esclusiva solo nell’aggiornamento editoriale dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado, saremmo grati di un Vostro pronto intervento;

2 – il grave ritardo del Governo nella emanazione della circolare Ministeriale sui libri di testo, di vitale importanza per il commercio di settore. Ricordiamo che anche l’anno scorso detta circolare è uscita molto in ritardo, creando gravi problematiche ai nostri associati. Quanto ai tetti di spesa, evidenziamo che risale a ben 13 anni fa l’ultimo aggiornamento per le scuole secondarie e che siamo senza parametri di indicizzazione, con le gravi conseguenze che si possono ben immaginare: la disoccupazione in continuo aumento nel settore. In un contesto caratterizzato da inflazione e crisi economica è ovvio che la mancanza di un aggiornamento e di provvedimenti di natura governativa che possano garantire un minimo di sollievo alla filiera porta alla chiusura di piccole realtà editoriali e alla perdita di posti di lavoro, conseguenze che ormai risultano una corsa sempre più inarrestabile;Tenendo conto che con le riforme degli ultimi anni, sono entrate in ordinamento nuove materie aggiuntive, tipo la seconda lingua nella secondaria di primo grado o la geografia nel biennio dell’istruzione tecnica e l’aggiunta del digitale in tutte le forme possibili.

3 – la necessità di prendere in considerazione nuove strategie da adottare unitamente alla filiera editoriale per poter preservare il settore cultura, il cui prestigio e la cui autorità stanno giorno dopo giorno sempre più eclissandosi, comportando quindi notevoli problematiche anche dal punto di vista formativo- educazionale nonché sociale; risulta quindi fondamentale vagliare le diverse proposte da anni sul tavolo, o formularne di nuove. Una proposta da prendere fortemente in considerazione potrebbe essere la possibilità di realizzare la desiderata detraibilità fiscale dei libri di testo scolastici per la sola fascia dell’obbligo. In questo modo si stima un minor introito per l’Erario di circa 45/55 mln di Euro, ma tale importo verrebbe compensato, in buona parte, dalle maggior entrate derivanti dall’incremento delle vendite del nuovo. Ciò permetterebbe allo Stato la sostenibilità di tale manovra, oltre che un concreto aiuto alle famiglie sempre più afflitte dalla crescita della povertà. Ciò al contempo preserverebbe il settore;

4 – abolizione della Legge Levi. Lo sconto del 15% sui libri di testo, in presenza dei tetti di spesa (tra l’altro non aggiornati) non fa altro che danneggiare le piccole-medie agenzie e cartolibrerie, accrescendo invece i grandi player quali la grande distribuzione ed Amazon, il cui interesse – come sappiamo – è ben lontano da farsi presidio culturale territoriale, al contrario delle librerie di quartiere, che svolgono un importante ruolo di riferimento distrettuale per i cittadini. E’ necessario intervenire almeno eliminando lo sconto, o renderlo minore del 5%. Diversamente, i piccoli presidi territoriali scompariranno, come già sta tristemente accadendo.

 Questi, in sunto, i punti trattati sui quali Anarpe ritiene sia fondamentale un intervento del Miur.

 

vi terremo informati

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RESOCONTO DELLE PROBLEMATICHE ESPOSTE AL MIUR

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